ATHEISM
 

La civiltà non raggiungerà la perfezione finché l'ultima pietra dell'ultima chiesa non sara' caduta sull'ultimo prete. (Émile Zola)
Ateismo e agnosticismo, razionalismo, scetticismo, non credenza, umanesimo, anticlericalismo… il multiforme mondo della miscredenza. Così come non esiste una morale atea o agnostica, non esiste nemmeno una cultura atea o agnostica. Si può anzi dire che i non credenti sono gli unici veramente liberi di fare le proprie scelte: non devono risponderne a nessun ministro di culto, non devono confrontarle con la dottrina di una religione, sono assolutamente indifferenti alla minaccia di sanzioni ultraterrene. Per questo si può dire, senza tema di smentita, che l’eterogeneità di chi non crede non ha eguali: esistono probabilmente tanti “ateismi” e tanti “agnosticismi” quanti sono gli atei e gli agnostici. Ciò che li unisce, infatti, è solo la non credenza nell’esistenza di Dio (nel caso degli atei) o il convincimento che, non essendo possibile arrivare ad alcuna dimostrazione, sia meglio sospendere il giudizio. Entrambe le categorie vivono prescindendo dalla credenza in uno o più esseri sovrannaturali. Proprio per questo motivo, quegli scettici dei senzadio devono “costruirsi” la propria visione etica, atea, agnostica o scettica che sia. E ciò, lungi dall’essere motivo di preoccupazione, è spesso la spinta a fare delle scelte e ad assumersi delle responsabilità, senza fuggire nel confortevole conformismo delle morali imposte. Un semplice confronto tra le imposizioni della morale cattolica e la libertà rivendicata dall’etica laica dimostra abbondantemente la plausibilità di questo assunto.

Senza con ciò che venga meno la solidarietà verso chi è più sfortunato. Va anche ribadito che i non credenti non sono affatto numericamente così irrilevanti. Le statistiche disponibili faticano a identificarli, soprattutto per i tanti problemi terminologici legati all’autodefinizione e alle categorie create dai sondaggisti: non è così facile capire la differenza (ammesso che ci sia!) tra un ateo, un agnostico, uno scettico, un non credente, un non religioso, un areligioso, un miscredente, un umanista, uno scettico, un razionalista, un Bright, un senzadio, un anticlericale.

  Nonostante questi problemi, è tuttavia indubbio che almeno un sesto della popolazione mondiale e almeno un decimo di quella italiana non si riconosce in alcuna religione. Questa diffusione è stata raggiunta nonostante che le religioni abbiano sempre infierito, seppur in diverso modo, contro coloro che avevano opinioni scettiche e razionaliste: esemplare, sotto questo punto di vista, l’estratto degli insulti e delle minacce che la Chiesa cattolica ci ha riservato nel corso della sua storia. I non credenti hanno anch’essi molte critiche da formulare nei confronti delle religioni ma, oltre a non sfociare in aperti conflitti, e oltre ad avere generalmente una dimensione “razionalista” che le opzioni religiose non hanno (e non possono avere per definizione), queste critiche trovano sbocchi mediatici solo con estrema difficoltà. Ciononostante, la storia della miscredenza è tutt’altro che insignificante, perché sono esistite, esistono ed esisteranno sempre tantissime persone che vivono la propria esistenza prescindendo da ogni credenza nel soprannaturale. E queste persone, nella loro vita, hanno spesso lasciato un segno – e un segno personalissimo, perché stiamo parlando di uomini e donne diversissimi fra di loro e sempre molto originali, come si può verificare scorrendo un elenco di famosi non credenti. La nostra è dunque una minoranza considerevole. Tuttavia, le autorità politiche tendono sempre a concepire i non credenti come degli individualisti privi di coesione, finendo per privilegiare le confessioni religiose e per discriminare chi vive senza Dio.
     
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